La notizia è ormai nota: Mark Zuckerberg ha annunciato di recente il cambio di nome dell’azienda di cui fa parte anche Facebook. Una svolta sicuramente epocale che, nel gergo del marketing, è conosciuta come attività di rebranding.
Se il tuo brand non esprime più in modo adeguato ciò che ti contraddistingue, come ti sei evoluto nel tempo e quello che intendi comunicare, forse è tempo di apportare qualche cambiamento. Vediamo innanzitutto di cosa stiamo parlando.
La brand identity di un’azienda è il risultato di un ragionamento che parte dalla tua mission & vision, dalla promessa che fai ai tuoi clienti e dalla tua reputazione, il tutto comunicato attraverso diversi canali. Attraverso il rebranding, puoi consolidare e rafforzare la tua identità nel tuo mercato di riferimento. Può portare molti benefici alle aziende, tra questi un maggiore coinvolgimento da parte dei clienti, crescita delle vendite e della customer satisfaction. Immagina se Google avesse mantenuto il suo vecchio nome, BackRub, o se Pepsi avesse continuato a chiamarsi Brad’s Drink. Senza un brand coerente e di impatto le persone avranno difficoltà a riconoscerti e si rivolgeranno ad altri.
Ci sono molte ragioni che spingono verso il rebranding:
- il tuo brand non è più in sintonia con il tuo target oppure vuoi attirare un nuovo pubblico
- il tuo brand non riflette più le tue attuali proposte o appare datato
- il tuo brand si è conquistato una reputazione negativa
- stai attraversando una fusione, una scissione o acquisendo un’altra azienda
- stai modificando il messaggio chiave del tuo brand
- ti stai espandendo all’interno del tuo mercato di riferimento o cambiando mercati (ad esempio puntando sull’estero)
Esempi di strategie di rebranding di successo
Il rebranding richiede una pianificazione strategica e una decostruzione per poter creare qualcosa di nuovo e più efficace. Molti pensano ancora che si tratti semplicemente di un cambio di logo, ma non è così. Il sito, il brand voice, il messaggio di base, le tue attività di marketing, questi ed altri sono elementi chiave da includere nel rebranding e la strategia deve essere dettata dalla ragione principale che ti ha spinto al cambiamento.
1) Mailchimp: ha rappresentato un pratico automation tool di e-mail marketing per molte startup. Le sue caratteristiche principali andavano dalla segmentazione del pubblico, alla creazione di layout per le e-mail, fino all’invio automatico. La sfida è arrivata nel corso degli anni con la crescita che li ha portati ad andare oltre ai servizi di e-mail marketing. Hanno aggiunto siti e vetrine online customizzabili, CRM, strumenti di analytics. Ciò è risultato in un primo momento in un branding disgiunto in cui ogni settore si occupava di cose differenti.
Obiettivo del rebranding è stato dunque quello di unificare tutti i prodotti e servizi per potersi creare la reputazione di piattaforma affidabile di digital marketing.
Tra i primi cambiamenti apportati la scrittura della “c” del nome in minuscolo. MailChimp significava in origine scimpanzè che consegna lettere, ma questo significato era diventato riduttivo rispetto ai servizi proposti, da qui la nuova scrittura Mailchimp. Un altro cambiamento riguarda il sito internet, invece di elencare le loro caratteristiche peculiari, hanno deciso di presentare i benefici che potevano fornire agli utenti tralasciando un gergo troppo complicato. Hanno semplificato i concetti mostrandoli attraverso illustrazioni e ne è conseguito il raggiungimento di una fascia più ampia di pubblico.
Dal nome del brand alla loro mascotte, la scimmietta Freddie, la giocosità è chiaramente integrata in ogni elemento del brand. Anche il colore principale, giallo tabacco, evoca vibrazioni energetiche. Hanno infine scelto un font customizzato, quindi versatile per ogni contenuto, formale o informale che sia. Ciò consente anche di rendere il brand facilmente riconoscibile.
2) Zendesk: la crescita è sempre una cosa positiva nel momento in cui anche il brand cresce di pari passo. Zendesk è una software company che offre prodotti per le relazioni con i clienti in circolazione all’incirca dal 2007. Ha iniziato con un singolo prodotto di customer service per poi incrementare l’offerta a sei diversi prodotti (dalle live chat all’analytics e reporting). Il brand originale affondava le sue radici attorno alla parola zen, il fiore di loro parte del logo enfatizzava il senso di pace e tranquillità. Sfortunatamente Zendesk scoprì presto che il brand non era facilmente scalabile. Volevano mantenere la loro personalità giocosa, ma per crescere davvero occorreva un look più moderno e sofisticato.
Il risultato finale del rebranding avvenuto nel 2016 è di sicuro effetto: uno schema geometrico dove diverse forme si uniscono per comporre una Zeta. Al di là del logo, ogni singolo prodotto è stato brandizzato con una combinazione unica di due forme. Non importa quale prodotto usi, la brand experience per l’utente è la stessa.
Questo look più moderno ha riallineato l’azienda con le sue ambizioni di crescita targhettizzandola meglio verso un pubblico business-oriented. Ancora più importante, il rebrand ha introdotto una gamma di prodotti più ampia con un motivo coordinato per ciascun prodotto rispetto al logo.
Suggerimenti di design per un rebranding di successo
Per concludere, affinchè il rebranding funzioni al meglio, ecco alcuni consigli di design da tenere a mente:
- Ogni elemento di design deve avere un senso. Il linguaggio visual come ogni altro linguaggio deve veicolare un messaggio. Ogni stile, forma e colore usato deve essere persuasivo e suscitare emozioni in chi osserva.
- Il rebranding va oltre la modifica del logo. E’ bene ribadirlo, quando reinventi il tuo brand mantieni un approccio olistico e considera tutti gli strumenti di comunicazione come il sito web, le brochure e i social media. Considera il rebranding come un’opportunità di raccontare una storia nuova e più appassionante che possa coinvolgere i tuoi utenti. Questo ci porta al prossimo consiglio.
- Fai in modo che il tuo brand design sia narrabile. Nel mondo dell’arte, ogni opera può avere diverse interpretazioni. Quando si tratta di brand, il significato dei tuoi elementi grafici deve essere facilmente identificabile dal tuo pubblico. Non vuol dire che non puoi divertirti un po’, un tocco personale e di carattere può portarti lontano, solo se viene integrato in maniera corretta.
- Rebranding non sempre significa un design completamente nuovo. Con il cambiamento mandi un messaggio potente rispetto alla tua evoluzione, ma a volte un rinnovamento totale potrebbe risultare alienante per il tuo pubblico affezionato. Cerca di includere elementi visivi che hanno funzionato in precedenza quando sei in procinto di reinventare il tuo stile. Se una cosa funziona non va per forza cambiata!




