Se siete professionisti in ambito SEO, ne avrete sicuramente sentito parlare molte volte. La sigla E-A-T sta per Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness, vale a dire Esperienza, Autorevolezza e Affidabilità.
Questa sigla inizia a circolare all’incirca nel 2015, se ne parla come del nuovo metodo per la ricerca della qualità delle pagine ed è stato poi introdotto nelle Linee Guida per i Quality Rater. Fa parte dell’algoritmo di Google e per stessa ammissione dell’azienda è molto importante.
Se ne siete venuti a conoscenza solo ora, dovete cambiare del tutto la vostra strategia SEO oppure potete continuare a ignorare questo paradigma?
E-A-T è una delle tante linee guida che Google usa per stabilire se un contenuto è di valore per i lettori e di conseguenza se può essere ben posizionato. I quality rater di Google sono stati istruiti per prestare attenzione a 3 fattori:
1) expertise del creatore del contenuto;
2) autorevolezza del creatore, del contenuto stesso e del sito web;
3) affidabilità del creatore, del contenuto stesso e del sito web.
Il paradigma E-A-T è un fattore di ranking?
La risposta è no, tecnicamente non è un fattore di ranking, ma può ugualmente avere un impatto sul posizionamento del vostro contenuto. E-A-T è una guideline che Google usa per determinare quali contenuti debbano essere posizionati più in alto, il suo impatto sul ranking di ricerca complessivo è solo indiretto.
Quindi perché è importante per la SEO? Naturalmente conoscete la frase ampiamente usata “content is king”, eppure non fornisce alcun indizio su cosa sia un contenuto di qualità: deve avere più immagini? essere lungo?…
Ora Google ci sta fornendo qualche dato in più e ciò può avere enormi implicazioni per il content marketing e per la SEO.
In base alle linee guida E-A-T un ottimo contenuto dovrebbe:
– Essere di aiuto per gli utenti
– Essere creato da un esperto
– Essere postato su un sito autorevole
– Essere affidabile
– Essere aggiornato con regolarità
Come migliorare il vostro sito web grazie al paradigma E-A-T
Come rendere il vostro sito aziendale affidabile e autorevole? Diamo un’occhiata a questa checklist:
1. Spiegate ai visitatori chi siete. Se ancora non avete una pagina “Chi siamo” oppure “Il nostro Team” che vi presenti e mostri chi sono i creatori di contenuti è il tempo di preparala! Si tratta di un modo semplice per presentare le vostre expertise, l’autorità e affidabilità del team.
2. Collaborate con esperti per la creazione dei contenuti. Google non chiede solo buoni contenuti, ma anche che provengano da persone che sanno di cosa stanno parlando. Piuttosto che assumere ghostwriter, affidatevi a esperti del settore, pensate a interviste o a collaborazioni con altre realtà per produrre ricerche di alta qualità.
3. Rendete chiaro lo scopo del contenuto. Qual è il punto? Volete informare, spiegare, convincere o descrivere? Usate titoli e header che chiariscano al meglio l’obiettivo del contenuto e usate un linguaggio diretto. Iniziate per esempio con una domanda per far capire che nel testo si troverà risposta a quel quesito. Non create contenuti lunghi e contorti. Andate dritti al punto e affrontate i topic nel modo più chiaro e lineare possibile.
4. Aggiornate i contenuti con regolarità. Ogni giorno viene creato un incredibile quantitativo di contenuti. Entro il 2025, si produrrà una media di 463 miliardi di dati ogni singolo giorno (fonte Micro Focus). Ciò significa che diventeranno obsoleti velocemente. I tool verranno aggiornati, alcuni siti messi online, le persone avranno cambiato ruolo e Google avrà cambiato di nuovo il suo algoritmo. In genere, il ciclo di vita medio di un contenuto online si aggira attorno ai due anni, a seconda dell’argomento e del settore. Cercate quindi di creare sempre contenuti accurati e di prevedere degli aggiornamenti nella vostra strategia SEO. Aggiornate le statistiche, le best practice e verificate i dead link con una certa frequenza (direi annuale), specialmente per i contenuti ben posizionati nel ranking.
5. Inserite link a fonti di alta qualità. Per essere riconosciuti come esperto, avete bisogno di fare affidamento su dati reali. Link a fonti ufficiali, studi, articoli di ricerca per supportare il vostro punto di vista e mostrare che sapete bene di cosa state parlando. Potete anche usare link a tweet o report condotti da professionisti del vostro settore.
6. Considerate molteplici punti di vista. Per apparire affidabili, i contenuti dovrebbero guardare i problemi da angolazioni differenti e esaminarle tutte per capire come possano contribuire alla conversazione generale. Le possibilità sono infinite, ma l’obiettivo rimane quello di spiegare questi punti di vista per creare una relazione di fiducia con il vostro pubblico.
7. Fate attenzione alla vostra reputazione online. La reputazione online può influire sull’affidabilità del sito e dei contenuti in generale. Proteggete la brand reputation tenendo d’occhio come si parla di voi, monitorando le recensioni negative e rispondendo subito. Incoraggiate anche i clienti più fedeli a lasciare recensioni positive.
Ogni volta che Google apporta un cambiamento c’è un buon numero di SEO marketer che si fa prendere dall’ansia. La buona notizia, in questo caso, è che E-A-T è solo una guideline interna che aiuta Google stesso a determinare se un contenuto sia di alta qualità o meno. Ciò non significa ovviamente che sia privo di utilità, bisogna imparare come sfruttarlo al meglio per migliorare il proprio processo di content creation.





