In ambito digital marketing, una landing page è una pagina web autonoma, creata appositamente per una campagna di marketing o di advertising. Si tratta della pagina in cui il visitatore letteralmente “atterra” dopo aver cliccato il link presente in una mail oppure una pubblicità su Google, Facebook, Instagram o simili.
A differenza delle altre pagine web, che hanno solitamente vari obiettivi e incoraggiano il visitatore all’esplorazione, le landing hanno un singolo focus o obiettivo, generalmente detto call to action. È proprio il suo essere così focalizzata a renderla la migliore opzione se miri a incrementare il tasso di conversione della tua campagna e abbassare i costi di acquisizione del lead.
La differenza chiave tra homepage e landing page
In genere, una homepage raggruppa molti link differenti, mentre una landing page ne ha solamente uno.
La landing, essendo per sua natura più focalizzata, riesce per questo ad aumentare le conversioni evitando di allontanare il visitatore dalla call to action attirandolo verso altri link, come avviene nel caso delle homepage in cui sono presenti una serie di potenziali distrazioni. Per questa ragione i marketer esperti ne fanno ampio uso per indirizzare al meglio il loro traffico.
Certo, l’homepage del tuo sito web aziendale è sicuramente accattivante, mostra con orgoglio il tuo brand, permette agli utenti di esplorare una varietà di prodotti e fornisce informazioni aggiuntive sull’azienda e i suoi valori. Dalla home si può andare ovunque, sulla pagina per inviare il proprio CV, sul blog, su termini e condizioni del servizio etc. Il punto è che non necessariamente, dopo aver esplorato il tutto, gli utenti arriveranno a fare un acquisto. Nei confronti di questi visitatori, la landing page si prefigge uno scopo completamente differente. Tutto è studiato ad hoc per trasformarli in clienti, questo è il suo valore aggiunto! Usare la landing, ti permette di convertire di più tra i tuoi visitatori già abituali, risparmiando così sia tempo che denaro.
Tipologie di landing page
Ne esistono moltissimi tipi, anche a seconda delle specificità del settore di business, ma due sono le tipologie fondamentali (differenziate in base ai relativi obiettivi):
- Landing Page di Lead Generation: chiamate anche pagine “cattura lead” usano come call to action un form, in cui in genere viene richiesto di fornire alcuni dati di contatto del visitatore, quali nome ed indirizzo mail. I marketer B2B e le aziende che vendono prodotti di fascia medio-alta usano questa tipologia per crearsi una lista di prospect. Spesso offrono in cambio un contenuto di valore gratuito, tipo un e-book o un webinar. I brand di e-commerce le usano spesso anche per offrire sconti speciali, spedizioni gratuite o simili.
- Landing Page Clickthrough (per aumentare la percentuale di clic):usate spesso da marketer di e-commerce e SaaS, puntano direttamente alla vendita o alla sottoscrizione. Di solito, prevedono un semplice bottone di chiamata all’azione che manda il visitatore nel flusso di cassa, ad esempio all’app store o al completamento della transazione.
Come guidare il traffico verso le landing page
Perché la tua landing page funzioni, hai bisogno di riempire il funnel di visitatori. Per fortuna, hai a disposizione molte opzioni per ottenere questo risultato. Vediamo insieme alcune delle più comuni fonti di traffico verso le landing.
- Paid Search Traffic
La maggior parte dei motori di ricerca prevedono pubblicità a pagamento. Quando un utente cerca qualcosa, queste sponsorizzazioni appariranno in evidenza tra i risultati di ricerca. A differenza degli altri risultati presenti nella stessa pagina, le campagne pay-per-click sono preparate e pagate direttamente dai marketer. Chi le visualizza sarà colpito dal copy che hai creato e dalle scelte grafiche e sarà presumibilmente già targhettizzato sulla base dei termini di ricerca usati, dei dati demografici o dagli interessi dedotti dalla sua storia di navigazione.
Fondamentale, quando crei una sponsorizzata, è scegliere attentamente dove il link porterà il tuo visitatore. Sì, puoi anche scegliere di rimandarli alla tua homepage, ma come vedremo nel dettaglio più avanti è sempre preferibile creare una landing page a sé stante che si abbini al copy prescelto e che includa una call to action chiara.
- Paid Social Traffic
Le running ads sui social media come Facebook, Instagram, Twitter o LinkedIn sono un ottimo modo per targhettizzare persone e gruppi particolarmente interessati al tuo brand, senza dare importanza al fatto che siano già nel tuo mercato o meno. Invece delle persone che stanno cercando il tuo prodotto potresti mirare la tua pubblicità verso chi ha selezionato appassionato di (il tuo genere di prodotto) tra gli interessi sul suo profilo Facebook. Il bello è proprio che puoi iniziare a connetterti con i clienti prima ancora che siano loro a cercarti o addirittura prima ancora che sappiano di desiderare quel determinato prodotto. Tieni presente che ogni canale social ha le proprie specificità. Instagram, ad esempio, funziona bene per brand di lifestyle con un forte appeal visual. D’altro canto, chi opera in ambito B2B preferisce usare LinkedIn per raggiungere i professionisti del settore industriale di loro interesse.
- Campagne E-mail
Le e-mail sono spesso considerate come un canale di marketing molto efficace, per via della loro enorme portata a costi inferiori rispetto ad altre piattaforme. Una potente combinazione di e-mail e landing page può essere utilizzata sia per rafforzare le relazioni già esistenti con i clienti che per acquisirne di nuovi. Dopo aver creato una lista di contatti, se attentamente studiata la tua e-mail sarà in grado di incuriosire i lettori con le tue offerte, mentre la landing ti consegnerà i dettagli dei visitatori che si sono diretti verso la tua call to action.
- Organic Search Traffic
Il termine traffico organico fa riferimento a qualsiasi visitatore che arriva a te da una fonte non a pagamento, come ad esempio la seconda metà dal basso dei risultati di ricerca su Google o Bing (SERPs). Creando un contenuto utile, coinvolgente ed efficace sul tuo sito o landing, puoi essere certo che il tuo business apparirà più di frequente nelle ricerche correlate. Considerarle non a pagamento è in realtà un po’ fuorviante. Non significa, infatti, che per migliorare il proprio ranking non ci sia stato a monte un investimento di soldi e tempo. Esiste un’intera categoria di professionisti dedicati a spremere da Google il maggior traffico organico possibile attraverso il giusto equilibrio tra un’attenta strategia, know-how tecnico e una brillante creazione di contenuti. In poche parole, stiamo parlando della search engine optimization, la SEO.
Anatomia di una landing page performante: 5 elementi chiave
Ogni landing page ben fatta è costituita da un gruppo di elementi fondamentali da usare come linea guida per la creazione dei tuoi contenuti. Comprendere al meglio l’anatomia di una landing page efficace ti assicurerà un buon tasso di conversione. Starà poi a te trovare strade smart e originali per ottimizzare il lavoro.
- La tua selling proposition esclusiva: è ciò che differenzia dalla concorrenza il tuo servizio o prodotto. È la risposta alla classica domanda: “Cosa rende questa offerta così speciale?”. La landing deve comunicare la tua proposition in modo succinto così che il tuo visitatore possa capire immediatamente cosa rende attraente il tuo prodotto o servizio.
- Un video o un’immagine identificativa: le prime impressioni sono importanti e l’immagine simbolo o il video di sfondo saranno probabilmente il primo elemento visivo che i visitatori della tua landing vedranno.
- I benefici della tua offerta: La tua landing page necessita di un copy efficace oltre all’headline per risultare persuasiva. La chiave è descrivere i benefici specifici combinandoli insieme alle caratteristiche. Qual è la differenza? Una caratteristica è una specifica qualità del tuo prodotto o servizio (es. velocità), mentre il benefit descrive l’impatto positivo di quella caratteristica (risparmio di tempo).
- Social proof: per semplificare, è l’influenza che le persone intorno a noi hanno sulle decisioni che prendiamo. Nel caso delle landing può prendere forme differenti: Citazioni dirette dei clienti, Case studies, Video interviste, Loghi di aziende clienti, Recensioni prese da siti come Amazon o Yelp. La social proof è lo strumento più potente a tua disposizione, ma ci sono due best practices da considerare. Prima di tutto, non puoi mentire! Se gli utenti avvertono una possibile fregatura, difficilmente riconquisterai la loro fiducia. Secondo, sii specifico. Se possibile spiega chi, come, dove, cosa e perché della tua customer experience. Un testimonial potrebbe essere ancora più efficace se il prospect può identificarsi con lui. Meglio quindi mettere nomi reali di clienti e fotografie reali, non acquistate.
- La tua call to action: una landing page dovrebbe, infine, essere focalizzata su un unico obiettivo di conversione (altrimenti non sarebbe nemmeno una landing). Per il visitatore, questo si traduce in una call to action che può presentarsi come un bottone oppure come un form.
Tre consigli da tenere a mente:
- Evita bottoni con testi “piatti” come Clicca qui o Registrati. Utilizza un linguaggio conversazionale e fai sapere con esattezza ai tuoi visitatori che cosa otterranno in cambio del loro prezioso click (es. Inizia il tuo trial gratuito oppure Ottieni il 50% di sconto).
- Sii il più sintetico possibile e includi una rassicurazione sulla privacy dei dati e sul rispetto delle normative GDPR.
- Dal momento che piccole differenze possono avere un grande impatto sul tuo tasso di conversione, le call to action sono ottime candidate per effettuare un A/B Test.





